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La storia di sempre:
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L’IMPULSO MANCANTE.
Storia di DannyF: di corsia in
corsia, speranza verso il cielo sereno.
<indietro>
Tutto sembrava procedere per il verso giusto, quando ecco che
all’improvviso senza alcun apparente motivo, il mio corpo mi dava dei
segnali alquanto strani, diversi dal solito: camminavo avendo la
sensazione che il suolo mi scivolasse da sotto i piedi, la mia testa era
intontita, avevo una confusione mentale, un fruscio, barcollavo,
camminavo a zig e zag, su quasi tutto il corpo avevo del formicolio (la
così detta parestesia, sensazione di perdita di sensibilità e di
“addormentamento” di un’area del corpo più o meno estesa che può essere
dovuta all’interruzione del trasporto assonale causata dalla
compressione di un nervo o, qualora la parestesia sia persistente, da un
danno assonale vero e proprio.)
Tra gli altri aspetti che caratterizzavano questo mio stato di salute
fisico, c’è da aggiungere un generale indebolimento, fiacca, stanchezza,
il mio stato mentale era indescrivibile così come lo era la mancanza di
connessione tra i comandi che avrebbe dovuto impartire il mio cervello
al corpo, al fine di poter compiere movimenti corretti e volontari; solo
in un secondo momento ho potuto dare un senso a quanto mi stava
succedendo, potendo paragonare la connessione ad un circuito elettrico
che per adempiere alla sua corretta funzione necessita dell’impulso
mancante!
I sintomi caratteristici della malattia in un primo momento sembravano
essere scomparsi ma poi si sono ripresentati in modo più accentuato
costringendomi così ad un primo ricovero ospedaliero nel reparto di
neurologia, a cui ne fecero seguito degli altri (di corsia in corsia) ;
mi limito a dire che il primo impatto con questi ambienti fu alquanto
brusco, traumatizzante, indelicato, ripetitivo, meccanizzato e
standardizzato: medici e paramedici mi trattavano come se fossi stata un
oggetto, un numero e non una persona da considerare come tale, nella sua
interezza e globalità, con tutto il rispetto parlando per gli animali
(lo so che questa parola per loro è offensiva) i medici si sono rivelati
delle autentiche bestie, io ero l’oggetto preso in esame solo con
infinite parole prestampate e ripetitivi esami fini a se stessi che,
alla fin fine, soprattutto se si acquistano mega macchinari di cui
spesso non se ne conosce l’utilizzo, incidono sul bilancio sanitario il
cui denaro si sarebbe potuto investire anche per l’assistenza, per
acquisti di presidi ed attrezzature idonee per “una quotidiana vita
normale” necessaria per chi eventualmente ne avesse bisogno (il
portatore di handicap … ) ma che effettivamente vanno ad incrementare le
tasche di famosi Proff. e della loro (non certo pubblicizzata) fasulla
notorietà.
<continua>
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